Frantoio Alberto Cipolloni

Home page
Azienda
Negozio virtuale
Letteratura ed etichette
Rassegna stampa
Gli chef e il nostro olio
Contatti
Mailing list
Area riservata
Help online
Dove siamo

Carrello della spesa


    

 


La Storia


Sono Carlo Pagliacci, attuale amministratore dell'Azienda Agraria e Frantoio Alberto Cipolloni e vi racconto la storia della Nostra famiglia, appresa anche dai racconti degli anziani.

Intorno alla metà del 1800, viveva in Assisi, località Capodacqua e Capitan Loreto, Francesco Cipolloni; padre di sette figli, aveva ereditato dai predecessori le terre coltivate prevalentemente ad olivo ed il frantoio di famiglia (risalente al 1600).

Vista panoramica di Assisi
Vista panoramica di Assisi

Da buon padre di famiglia educò e diede una sistemazione a tutti i figli donando a ciascuno terreni ed abitazioni. Pietro, mio nonno, era il maggiore; divenne agrimensore e spostò la sua residenza ed attività a Foligno, allora fiorentissimo centro agricolo, commerciale ed industriale.

Foligno nel 1600
Foligno nel 1600

Divenne in breve tempo tra i più apprezzati professionisti del luogo e si sposò con Clotilde Cantarelli. Clotilde portò in dote la villa di campagna "la Paurosa" (il nome deriva dalla leggenda secondo la quale il demonio che si era impadronito della casa fu poi cacciato dalla vergine Maria, scena ritratta poi sulla pala d'altare della chiesetta annessa alla villa datata primi 700) ed i bellissimi oliveti di San Giovanni Profiamma. Questi oliveti molto fertili ed esposti a sud, sui terreni argillosi di media pendenza, sono stati il nucleo attorno al quale la proprietà di mio nonno si espanse.

Nel frattempo (1915) nacque Valeria, mia madre, ed in piazza Garibaldi, in un bellissimo palazzo del 500 aprì a Foligno il frantoio di Pietro Cipolloni. Mio nonno fu in quegli anni un innovatore nella coltivazione degli olivi, si ricordano ad esempio: la preparazione dei concimi organici con scarti di mattatoio e la realizzazione del primo, riteniamo, rastrellino per la raccolta delle olive, citato sul testo universitario del Morettini (1939) come "brucatrice Cipolloni"; fu tra i primi ad inserire i trattori al posto dei buoi, oltre ad essere stato il secondo cittadino di Foligno ad acquistare un'auto. L'azienda si espanse molto in quegli anni e divenne una delle più importanti dell'Umbria sia come superficie agraria sia come frantoio.

Nel 1930 nacque Alberto, il desiderato figlio maschio, futuro continuatore dell'attività e tradizione familiare. Nel 1939, mia nonna Clotilde morì lasciando Alberto ancora bambino e Valeria ormai in età da marito; Alberto fu quindi educato e cresciuto da mia madre Valeria e dalla loro zia Adelaide Cantarelli.
La seconda guerra mondiale, con le sue tragedie e distruzioni, passò lasciando la nostra azienda intonsa e se vogliamo rafforzata nel suo ruolo di produttrice di un bene di consumo indispensabile e quindi molto pagato; un aneddoto conferma il dato: un Kg. di olio veniva "barattato" in quegli anni con un kg. di prosciutto o un kg. di sale (beni da noi in quei tempi introvabili). Pietro fu un uomo capace ed onesto e avendone la possibilità si arricchì, ma non con il mercato nero dell'olio, fiorentissimo durante la guerra e negli anni a seguire. Tali principi morali trasmise a Valeria e ad Alberto.

Nel 1950 Alberto, brillante studente si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell'Università di Roma, mentre Valeria si sposò con il Dr. Paolo Pagliacci, veterinario, il maggiore di una benestante famiglia residente a Viole di Assisi ma originaria dell'hinterland di Perugia e si trasferì a Montecchio di Baschi dove mio padre aveva la "condotta" (il territorio dei comuni dove esercitava la professione si estendeva da Todi ad Orvieto e Guardea in provincia di Terni).
Mentre Alberto studiava da ingegnere a Roma, Pietro ormai anziano, amministrava l'azienda agraria che nel frattempo era diventata luogo di sperimentazione privilegiata dell'Università di Perugia ed in particolare la collaborazione fu strettissima con il Prof. Jacoponi (ordinario di Coltivazioni arboree) e con il Prof. Lucchese (ordinario di Entomologia agraria). In quegli anni vide nascere in Foligno prima Maria Clotilde e poi Carlo Giacomo (lo scrivente) che saranno gli unici suoi nipoti.

Una coincidenza o forse un segno del destino fece si che in quegli stessi anni nascesse a Baschi, loc. Civitella del Lago nella condotta del Dr Paolo Pagliacci un bimbo di nome Gianfranco, figlio di Pietro Vissani che diventerà qualche decennio dopo uno (forse il più grande) degli chef del secolo e che diventato famoso, utilizzerà per i suoi piatti esclusivamente l'olio extra vergine Alberto Cipolloni.

Il giorno 17 febbraio 1956, dopo giorni di abbondanti nevicate (1,5 m.t. di neve) la temperatura scese verso i meno 20 gradi: la più grande gelata del secolo distrusse l'80% degli oliveti umbri e di altre regioni del centro Italia.
Pietro ormai anziano, accompagnato da mio zio Alberto si recò a San Giovanni Profiamma e qualche giorno dopo, salendo, dopo le prime curve, alla vista dei primi olivi contorti, spaccati dalla neve e con la corteccia staccata dal fusto disse ad Alberto di invertire la marcia e tornare a casa. Aveva la morte nel cuore, di lì a poco, all'età di 78 anni lasciò solo Alberto ad affrontare quei difficili anni. Alberto chiuse il frantoio di piazza Garibaldi e in due-tre anni tagliò gli olivi alla ceppaia, in modo che potessero ricrescere dalla base nuove piante. Per diversi anni non ci fu produzione.
Nel 1962 Alberto acquistò un vecchio frantoio vicino agli oliveti, lo rimodernò ed acquistò allora dei modernissimi macchinari per l'estrazione dell'olio, che, allora come oggi, sfruttavano il sistema Sinolea per gocciolamento naturale a freddo, costruiti da una dinamica officina di Foligno, la Rapanelli, che aveva acquistato il brevetto dell'Ing. Alfin. Il miglioramento qualitativo fu notevolissimo, e la ripresa vegetativa e produttiva fecero riacquistare in breve tempo la leadership del settore nella regione; intorno all'anno 1966, infatti, venne acquistato il primo macchinario per l'imbottigliamento dell'olio che fino ad allora veniva venduto in damigiane.

Giovane e brillante, Alberto laureatosi nel frattempo in scienze agrarie a Perugia, con i suoi contatti dovuti anche agli innumerevoli incarichi nel mondo del tennis (fino alla fine degli anni 80 era infatti presidente del circolo tennis di Foligno e fu uno dei fondatori del circolo tennis di Villa Candida) e nel mondo agricolo-olivicolo (presidente degli olivicoltori umbri - ancora presidente dei frantoiani umbri - consigliere dell'istituto per l'olivicoltura di Cosenza ecc. ecc.) iniziò la vendita dell'olio anche fuori dall'Umbria.
Negli stessi anni iniziò un programma di espansione nel settore vitivinicolo che portò ad impiantare oltre 80 h di vigneti DOC Montefalco e Sagrantino ed alla costruzione di una cantina in Fabbri di Montefalco a cui anche lo scrivente collaborò fattivamente fino alla metà degli anni 80. A proposito di me; trascorsi la mia prima infanzia a Montecchio, vicino ad Orvieto (Baschi e Civitella del Lago) e subito dopo la prematura scomparsa di mio padre Paolo, la mia famiglia ritornò a Foligno ed io fui mandato al collegio ONAOSI (ente assistenziale dei medici) di Perugia e in questa dottissima città frequentai la scuola media (San Paolo) e superiore (liceo classico A. Mariotti) e poi l'Università di agraria.
Dopo il militare e la laurea in scienze agrarie con una tesi sperimentale in viticoltura (con il prof. Cartechini) iniziai a collaborare con mio zio Alberto nel programma vitivinicolo ed alla costruzione della cantina in Fabbri di Montefalco; dopo alcuni anni, a cantina ormai avviata, passai ad operare presso il frantoio di Alberto Cipolloni ed a seguire gli oliveti dell'azienda agraria e le esportazioni. Agli inizi degli anni 80 zio Alberto (detto Cip) iniziò il reimpianto dei vecchi oliveti; il primo nucleo di circa 5ha fu reimpiantato come prova sperimentale insieme all'Istituto delle Coltivazioni Arboree dell'Università di Perugia (prof. Tombesi) da talee auto radicate (mist-propagation) ed in particolare su questo impianto furono e sono tuttora eseguite prove di diverso genere, riportate poi sulle pubblicazioni scientifiche dell'istituto (dai Prof. Tombesi - Cartechini - Antognozzi - Standardi).
La sostituzione dei vecchi oliveti continuò e si intensificò anche dopo il 1985, anno di un'altra grande "gelata". In questi anni con la collaborazione di Baldo Lucaroni che rappresentava Cantine come Lungarotti, Cavit ecc, iniziò l'esportazione dell'olio negli Stati Uniti ed in molti altri paesi esteri raggiungendo mercati di élite anche molto lontani (Hong-Kong, Singapore, Australia). Negli Stati Uniti d'America un consistente numero di clienti prestigiosi apprezzarono il nostro olio; mi ritornano alla memoria alcuni di questi: Williams Sonoma Firm, Plaza Provision Company della Famiglia Cimino, Tony Mey Restaurant, Orso Restaurant, Joe Allen Restaurant.

Gianfranco VissaniLa promozione fuori dall'Umbria fu intensificata anche in Italia del centro-nord e si iniziò a formare una rete di venditori esterni all'azienda.
In quegli anni le strade di Alberto e Carlo si intersecarono con quelle di Gianfranco Vissani che già in Roma (definito l'ottavo re di Roma) e poi a Civitella del lago-Baschi, stava emergendo come "lo chef del secolo" in Italia e forse non solo.
Gianfranco ci ha spronato a migliorare ancora di più la qualità del prodotto a confezionarlo meglio; con il suo carattere, generoso e primordiale, ha fatto conoscere a suoi colleghi il nostro olio che era per la verità già stato usato e apprezzato da altri "grandi" come Angelo Paracucchi (umbro in Ameglia - la Spezia) e Valentino Mercatilli del ristorante S. Domenico di Imola e dai grandi hotel come Villa d'Este a Cernobbio in riva al lago di Como. "Consigliati" da Gianfranco Vissani partecipammo per la prima volta alla manifestazione di cucina e cultura non solo gastronomica "saperi e sapori" organizzata ad Argenta (Ferrara); gli organizzatori Giacinto Rossetti e Igles Corelli erano rispettivamente il titolare e lo chef del ristorante Trigabolo (due stelle Michelin); alla loro manifestazione hanno partecipato nel corso degli anni i più grandi chef italiani e del mondo.
Igles, grande chef ed estimatore di Gianfranco Vissani, divenne un amico ed estimatore del nostro olio ed è anche per suo tramite che la nostra azienda è stata conosciuta. In quella sede vincemmo il Primo Premio Qualità di Saperi e Sapori 1994 per l'olio extra vergine con un verdetto quasi unanime della giuria composta da giornalisti enogastronomici di chiara fama e dagli Chef partecipanti alla manifestazione. Per nostra fortuna e per loro gradimento, oggi, il nostro olio extra vergine umbro è utilizzato in molti ristoranti e da molti buongustai.

Indietro

 

Frantoio Alberto Cipolloni S.a.s.
 
MASTER CARD - VISA - DINERS - AMERICAN EXPRESS - BANCA SELLA
Copyright © 2017 Cipolloni - All rights reserved
Designed and powered by
Sinergis
Carrello della spesa Help online Azienda Contatti Home Page